Bonus mobili ed elettrodomestici: aumenta il limite di spesa.

Bonus mobili ed elettrodomestici: aumenta il limite di spesa.

Bonus mobili ed elettrodomestici: aumenta il limite di spesa.

Rinnovare l'arredamento e sostituire i vecchi elettrodomestici con prodotti più efficienti: un bel modo per limitare lo spreco di energia nelle nostre case e rendere più belli gli ambienti.

E se i costi sostenuti per questa ventata di novità tra le pareti domestiche possono essere recuperati tramite benefici fiscali, ancora meglio!

Lo Stato anche quest'anno incentiva l’acquisto di mobili nuovi ed elettrodomestici a basso consumo con il Bonus mobili, confermato dalla nuova Legge di Bilancio... e c'è una buona notizia.

Un emendamento al testo di Legge ha aumentato il limite massimo di spesa, potenziando di conseguenza lo sconto Irpef di cui si può beneficiare.

Vediamo nel dettaglio quanto è possibile risparmiare grazie al Bonus mobili nel 2021 e come usufruirne.

Chi esegue lavori di ristrutturazione su singoli immobili e parti comuni di edifici residenziali potrà fruire anche per tutto il 2021 di una detrazione Irpef al 50% prevista per l’acquisto di elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (classe A per i forni) e di mobili nuovi per arredare l’immobile oggetto di lavori di ristrutturazione.

La percentuale di detrazione viene calcolata su un tetto di spesa che quest'anno passa da 10mila a 16mila euro, quindi la cifra massima che si può recuperare tramite l'agevolazione è 8mila euro.

La soglia di spesa:

  • si conteggia indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori edili generali, che rientrano invece nel più ampio Bonus per ristrutturazioni edilizie;

  • è da considerare per unità immobiliare; questo significa che chi opera lavori di ristrutturazione su più immobili, potrà usufruire del Bonus Mobili per ciascuna abitazione.

Come abbiamo detto, il Bonus mobili è vincolato ai lavori di ristrutturazione edilizia: condizione necessaria per godere del bonus relativamente alle spese sostenute nel 2021 è che i lavori di recupero edilizio siano iniziati a decorrere dall’1 gennaio 2020.

Come prova della data di avvio dei lavori saranno sufficienti le eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, la comunicazione preventiva all’Asl (se obbligatoria), oppure una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art.47 del Dpr 445/2000) per lavori che non necessitano di comunicazioni.

Le spese detraibili

Nello specifico i benefici del Bonus mobili ed elettrodomestici spettano per:

  • L’acquisto di elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

  • L’acquisto di mobili nuovi, come: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. Restano esclusi pavimentazioni, tende e infissi, per i quali si fa riferimento invece al Bonus per la riqualificazione energetica degli edifici (Ecobonus);

  • Le spese di trasporto e montaggio, purché pagate tramite le modalità richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito);

  • L’acquisto di prodotti tramite un finanziamento a rate, a condizione che la società che ha concesso il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità appena citate e il contribuente conservi una copia della ricevuta del pagamento;

  • L’acquisto di arredi per il condominio (guardiole, appartamento del portiere, ecc.).

Come ottenere il Bonus mobili e quali documenti conservare

Per ottenere il Bonus mobili ed elettrodomestici occorre dividere la detrazione totale spettante in 10 quote di pari importo: il contribuente ha quindi diritto a sottrarre una quota ogni anno dall’Irpef tramite 730 e Modello Redditi (ex Unico).

Ogni quota deve essere dichiarata nella dichiarazione dei redditi a partire da quella successiva all’anno in cui si sono sostenute le spese documentate.

La documentazione da conservare per almeno 10 anni comprende:

  • le fatture delle spese effettuate, che riportano la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti (lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente è equivalente alla fattura);

  • la ricevuta del bonifico;

  • la dichiarazione di ristrutturazione o comunque un documento che attesti la data di avvio dei lavori effettuati contestualmente all’acquisto dei mobili e/o degli elettrodomestici.

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A presto con nuove notizie dal mondo immobiliare!

Veronica Giuntini

Agenzia Immobiliare 2V

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