È obbligatorio registrare la riduzione del canone di locazione?

È obbligatorio registrare la riduzione del canone di locazione?

È obbligatorio registrare la riduzione del canone di locazione?

Nel corso della locazione è possibile che proprietario e inquilino si accordino per la riduzione del canone. La registrazione è obbligatoria? Quali sono i vantaggi per le parti?

Quando una casa viene concessa in locazione proprietario ed inquilino concordano il canone che ogni mese dovrà essere versato.

Il canone di locazione viene quindi dichiarato nel contratto e registrato all’Agenzia delle Entrate.

Nel corso del tempo però può succedere che per vari motivi l’affittuario non riesca a pagare per intero o regolarmente la somma pattuita. Per evitare di andare incontro allo sfratto, il padrone di casa può decidere di aiutare il suo inquilino.

In che modo? Concedendogli una rateizzazione dei canoni arretrati, ma anche accordandosi con lui per stabilire una nuova cifra d’affitto e ridurre i futuri canoni di locazione mensili.

La riduzione del canone di locazione può essere effettuata in qualsiasi momento nel corso del contratto ed è una soluzione praticabile sia per immobili ad uso residenziale, sia per quelli ad uso commerciale.

Infatti per legge il canone d’affitto non può mai essere aumentato fino alla scadenza del contratto, ma può essere diminuito.

È obbligatorio registrare la riduzione del canone di locazione?

La legge stabilisce che tutti i contratti di locazione della durata superiore a 30 giorni devono essere registrati presso l’Agenzia delle Entrate.

Contestualmente è necessario versare le imposte di registro e di bollo, in base al valore della locazione.

In seguito, se ci sono dei cambiamenti mentre la locazione è in essere, gli unici eventi a dover essere registrati obbligatoriamente sono: cessioni, risoluzioni e proroghe del contratto originario.

Perciò non è obbligatorio registrare la riduzione del canone di locazione; tuttavia questo adempimento conviene al proprietario di casa che, rendendo ufficiale il nuovo accordo, pagherà meno tasse sulla locazione (a meno che non abbia scelto in precedenza di avvalersi del regime di cedolare secca) e si metterà al riparo da eventuali accertamenti fiscali.

Inoltre integrare il contratto con un documento scritto darà certezza all’atto, tutelando anche l’inquilino che potrà dimostrare l’accordo in virtù del quale paga un affitto ridotto.

Inoltre l’articolo 19 del DL n 133/14 ha esentato dall’assoggettamento a imposta di registro e a imposta di bollo le registrazioni di accordi contrattuali con i quali locatore e locatario dispongono la riduzione dei canoni di un contratto di locazione immobiliare in essere.

Perciò si evitano:

  • l’apposizione della marca da bollo da 16 euro su ogni copia, per ogni 4 facciate scritte e, in ogni caso, ogni 100 righe;
  • il versamento di 67 euro per la registrazione.

Il fatto che non ci siano oneri da sostenere rende ancora più conveniente andare ad apporre al documento una data certa, che può essere utile ad entrambe le parti.

Se il proprietario decide di non procedere alla registrazione, l’inquilino come può dimostrare la riduzione dell’affitto stabilita con il padrone di casa? In ogni caso l’accordo verbale non basta.

Si può preparare una scrittura privata firmata da entrambe le parti che contenga:

  • dati del locatore
  • dati dell’inquilino
  • riferimenti del contratto di locazione;
  • dati dell’immobile cui si riferisce il contratto;
  • riduzione del canone indicando il vecchio e il nuovo importo;
  • data a partire dalla quale viene adottato il canone ridotto e la decorrenza.

Se poi l’inquilino non si sente ancora abbastanza tranquillo, ha comunque la possibilità di registrare lui stesso il nuovo accordo presso l’Agenzia delle Entrate.

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Avrai tutti i chiarimenti che ti servono per gestire al meglio il tuo contratto.

A presto!

Veronica Giuntini